Nicola Cavallaro: inseguendo un SOGNO

Forse non tutto è perduto. In una realtà in cui i sognatori e gli esseri pensanti vengono derisi e ghettizzati, dove l’egocentrismo la fa da padrona, in cui l’umiltà viene fin troppo spesso accantonata e bene ho conosciuto una persona che lotta a perdifiato contro corrente.Nicola Cavallaro, catanese (ma non d’accento), giovanissimo (classe 1991), irrequieto e creativo, occhi cerulei e barba vichinga, viaggiatore romantico innamorato della musica, sua imprescindibile Musa alla quale mette al servizio la sua voce unica, graffiante e profonda che parla dritto al cuore.

Un’ora di chiacchierata volata in un minuto per scoprire e conoscere quest’artista, la sua personalità e, perchè no, un pezzettino della sua anima rock ‘n roll. Negli ultimi anni Nicola ha conquistato il web grazie alle cover di pezzi celebri (con migliaia di visualizzazioni) e con l’uscita del suo primo inedito “Nero in viso“, al quale tiene particolarmente perchè racconta di sè e “Scent on me“, ultima opera in uscita.

Perchè ho deciso di intervistarlo?

Innanzitutto perchè è bono! Ma accantonando l’ormone, sono stata attratta in primis da quella voce che vanta una tonalità così profonda da pelle d’oca che mi ha toccato l’anima, spingendomi a voler conoscere più a fondo questo personaggio che non ha deluso le mie aspettative: Nicola di fatti lo vorrei definire un moderno “Poet Maudit”, un poeta maledetto dell’Ottocento intrappolato nell’epoca contemporanea, inguaribile sognatore e forte sostenitore e paladino del libero arbitrio.

E sono felice di averlo fatto! Perchè l’intento primo di questo pezzo è quello di dimostrare al mondo intero come quelli come noi, i sognatori senza speranza, quelli che ancora ci credono che sia possibile “Vivere inseguendo il proprio sogno”, sono ancora vivi e popolano il pianeta più agguerriti che mai.

Perchè la società tenta in ogni modo di castrarci, di dirci che bisogna stare coi piedi per terra, cercare un posto fisso e farsene una ragione ma noi siamo anarchici e ribelli e scegliamo di crederci ancora ed ancora. Utilizzando le parole di Nicola: “Nella società moderna il cervello si pone l’obiettivo di sopravvivere. Come? Assimilando gli stereotipi imposti dalla società al fine di farci comprendere la realtà e gli altri e aiutare la coesistenza.

Siamo noi stessi a porci dei limiti e nessuno può darti la forza per uscirne. Spesso ci mettiamo dei paraocchi da soli ma bisogna toglierseli e combattere contro il nostro essere”; ma noi degli stereotipi non ce ne facciamo nulla, noi vogliamo la musica, l’amore, l’arte, la libertà, la poesia.

LA MUSICA SECONDO NICOLA:

La musica è uno sfogo infinito, è espressione e libertà, per quell’attimo mi sento libero di non pensare a nulla e di vivere il momento. La mia vita stessa è musica, la musica è salvezza, mi permette di stare “dritto”, di esprimermi, come se fosse la mia fondamentale valvola di sfogo.

Mi aiuta a vivere emozioni in ogni istante, anche quando sono solo. Mi sono avvicinato alla musica come gesto di ribellione verso una società nella quale non riuscivo a rispecchiarmi; all’età di 16 anni quando i miei coetanei andavano in discoteca io mi sono creato il mio gruppo heavy metal ed ho iniziato ad esibirmi in qualche locale. Mi sentivo un emarginato ma nella muscia stavo bene, è stato il mio diversivo che mi ha aiutato a crescere.

Negli anni la mia anima è rimasta legata al passato, alla musica old school, sono un nostalgico in effetti. Ma credo che se non si conosce la storia della musica non si può essere in grado di farla; come se volessi scrivere ancora prima di imparare a leggere, è impossibile. Mi sento particolarmente legato al gruppo dei Led Zeppelin, in special modo alla canzone “Starway to Heaven”, trovo siano musicisti infiniti e sono tremendamente affascinato dall’alone di mistero che pervade la loro musica e la loro storia. Adoro anche il blues in quanto musica legata all’immaginario di ribellione dalla schiavitù, è cultura e storia, ciò che forse manca oggi nelle canzoni moderne; oggi si scrive solo per vendere.

MUSICA E AMORE:

La musica è amore per sè stessi, ti permette di lasciarti andare ai sentimenti; perchè purtroppo oggi le persone non si concedono più la libertà di vivere sè stessi e si perdono troppo negli altri, trovo ci siano poche persone “vere”. Quando canti e guardi una persona negli occhi, ecco in quel momento scambi un’emozione, anche questo è amore per me.

Occorre a mio avviso rompere quella catena di convenzioni legate all’amore imposta dalla società e creare un’immagine più vasta del significato di amore. Io amo la musica e tutto ciò che la circonda ed amo alla follia fare musica live per il contatto che posso avere con la gente.

UMILTÀ PRIMA DI TUTTO:

Non ho mai pensato di “far carriera” ma credo nella forza della musica nell’unire le persone. Ricevo molti messaggi ai quali tengo particolarmente a rispondere perchè voglio creare legami. Non riesco a capire quegli artisti che non appena fanno il salto si erigono a super star e smettono di relazionarsi con il pubblico; io faccio musica anche per avvicinarmi alle persone, io sono con la gente, mi sento parte di qualcosa e mi permette di rende pubbliche emozioni mie intime.

Io ci tengo al confronto, eludo e combatto il distacco e soprattutto voglio restare umile perchè se ti allontani dalla gente allora hai perso il senso della musica.

FAMIGLIA:

La mia famiglia è una parte fondamentale di me, hanno sempre sostenuto il mio essere irrequieto, non è facile per un genitore ma loro lo hanno sempre fatto, hanno lasciato che sbattessi le corna e facessi le mie esperienze restando sempre al mio fianco ed aiutandomi a rialzarmi. Ma io credo che se non rischi non puoi sapere cosa si nasconda dietro alla porta no?

CHI È NICOLA CAVALLARO?

“Nicola Cavallaro è una persona che vuole vivere di emozioni e che cerca continuamente di capire di più di se stesso. Amo i colpi di scena, vivo con estrema passione, o tutto o niente e do sempre il 100% di me stesso in tutto ciò che faccio”.

Allora, anche voi vi siete innamorati di lui, vero?

[Intervista del 2016]