Fratelli Giannini VS Krakow: tre giorni a Cracovia

Tre giorni alla scoperta della Polonia, Cracovia here we are!

Il mio “piccolo” fratellino Filippo ha compiuto 18 anni, così abbiamo deciso (noi saggi fratelli maggiori) di regalargli una manciata di emozioni che rimarranno per sempre impresse nella memoria e un viaggio è quanto di meglio mi sia venuto in mente affinché questo accada.

La scelta della meta, lo ammetto, è stata inizialmente legata al budget: ho aperto l’app di SkyScanner e ho cercato le capitali più economiche a disposizione, siccome siamo tutti sempre un po’ spiantati. La prima opzione apparsa è stata proprio Cracovia.

35€ a testa, andata e ritorno, tasse incluse, prezzo finito. Ho pensato: più risparmiamo di volo e più possiamo permetterci di spendere là, no? E così, nemmeno troppo sicuri della meta, abbiamo preso i nostri zainetti e ci siamo lanciati all’avventura. Senza programmi, né cartine, né consigli su “cosa fare-dove andare” siamo saliti sull’aereo arancione di easyjet alla volta della fredda Polonia.

Martedì 26 aprile –

Ancora prima di salire sull’aereo i miei fratelli riescono a scofanarsi due pezzi di pizza e questa sarà l’impronta da seguire durante tutta la vacanza: CIBO. Abbiamo un debole per la cucina, è vero, ma quando per disgrazia capitiamo tutti e tre insieme siamo davvero imbarazzanti: la disgrazia per il nostro metabolismo ma la gioia dei ristoratori.

Penso comunque che la conoscenza di uno stato sia fortemente legata alla propria cucina (sì, continuo a ripetermelo per giustificare il tutto). Mi piazzo sulle seggioline aspettando l’apertura del gate, gli altri due si stanno rifocillando; indosso gli occhiali da sole stile “diva”, anche se le scarpe da tennis e la maglia strappata non mi aiutano a crearne il quadretto.

Cerco di eliminare lo stridìo delle due ragazze di fronte a me che per circa venti minuti riescono a parlare di profumi.. poi volgendo lo sguardo dal lato opposto, incappo in un’altra ragazza che indossa una felpa blu con una scritta che io interpreto con: “Gesù, mai una gioia”, il che mi fa sbellicare dalle risate. Purtroppo la giovane mi rivolge una visuale migliore della maglietta mostrano invece che si tratta di: “Gesù MIA gioia”.

E di un gruppo, non di una singola. Ouch, alla partenza intonano anche un coro religioso. Il ragazzo dietro di noi invece non smette un attimo di parlare del nonno stato in guerra, di salme, armi, morte e distruzione. Dovrei farli incontrare, il ragazzo timorato dalla guerra e l’amica di Gesù dico, forse ne uscirebbe qualcosa di interessante. Ma finalmente mi addormento, schiacciata tra i due energumeni dei miei fratelli e mi sveglio poco prima dell’atterraggio.

Cracovia siamo arrivati!!!

Ho affittato un appartamento dal sito Airbnb.com, dalle foto sembrava davvero delizioso e, ciò che più importava, davvero vicino al centro. Prezzo più che modico. (Sereno Apartments – strada Sereno Fenn’a 12)

L’affittuaria mi manda via mail l’indirizzo ma una volta preso il trenino dall’aeroporto (2€) e giunti al centro non sono proprio così sicura di sapere dove andare. Ho inoltre la malaugurata sorte di viaggiare con due uomini che piuttosto che chiedere un’informazione girerebbero all’infinito in cerchio.

Decido di lanciarmi allora alla ricerca di qualche buon’anima che ci possa indicare almeno al direzione: la gente però mi scansa, anche con un certo fastidio direi, come se fossi il diavolo in terra. La cosa un po’ mi butta giù ma non demordo; alle nostre spalle si erge un mega centro commerciale, avranno sicuramente delle mappe a disposizione.

Vaghiamo come vichinghi nella civiltà qua e là, sopra e sotto, seguiamo un timido cartello che ogni tanto indica con una I l’info point.. che non si trova! Alla fine mi imbatto in due omoni della polizia che gentilmente e ridacchiando mi indicano finalmente la direzione: dietro alle mie spalle. Per ora: Cracovia 1 – Fratelli Giannini 0. Recuperiamo una mappa e via, verso l’infinito e oltre.

Anna, la receptionist, oltre ad essere adorabile, gentile e simpatica è pure gnocca, ci innamoriamo tutti e tre subito di lei. Ci dà le chiavi dell’appartamento, del wi-fi e finalmente siamo liberi ed indipendenti. Cartina alla mano partiamo alla scoperta di Cracovia, anche se ormai tra un casino e l’altro sono già le sei di sera.

Ci incamminiamo direzione Piazza del Mercato,

che meraviglia! Gli edifici sono curati, eleganti, ti cullano nella loro cadenza regolare e al centro si erge il grande campanile a fare da vedetta. Al centro della piazza, proprio sotto al campanile, si nasconde il mercato coperto, un vero gioiello incorniciato da un soffitto a volta che ospita piccoli banchetti di artigiani che espongono prodotti realizzati in legno, scatole di tutte le misure e colori, matrioske, e ancora gioielli, ambra, pipe, pizzi, cappelli e quant’altro. Potrebbe sembrare una “trappolona per turisti” ma i prezzi sono talmente bassi che un giretto secondo me se lo merita eccome.

È giunta la nostra ora preferita: l’ora di cena. La receptionist ci ha consigliato un ristorante vicino alla piazza ma con prezzi alla mano, cucina tipica locale e ovviamente ci fidiamo di lei, come fare a non fidarsi di lei, è adorabile!! Il ristorante si chiama “U Babci Maliny”, una vecchia osteria con tavolate in legno dove si mangia tutti insieme. Ordini al bancone, aspetti che sia pronto, mangi e sparecchi, tutto self service e rapidissimo.

Io ordino gulash, i miei fratelli due tipi di carne di maiale cucinati alla perfezione, patate in tutte le salse e un piatto che non abbiamo idea di cosa sia: Pierogi. Scopriamo poi con somma sorpresa che si tratta di ravioli (simili a quelli cinesi per intendersi) ripieni, dolci o salati. Ma addentare un raviolo ripieno di ricotta e uvetta e cosparso si panna montata ci ha un po’ lasciati di stucco.

Non saprei dire se mi siano piaciuti o meno ma la cena è stata squisita e il tutto per la modica cifra di 25€. Con lo stomaco pieno e la testa leggera ci trasciniamo fino all’appartamento.

Mercoledì 27 –

Apro gli occhi verso le 8 e colma di entusiasmo guardo fuori dalla finestra.. la voce d’oltretomba di mio fratello sussurra: “Diluvia”. Maledizione, io ho le scarpe da tennis traforate e il chiodo di pelle, sarà una lunga giornata. Optiamo per visitare “Cracovia Underground”, ossia la parte antica della città, proprio sotto Piazza Mercato.

Mi rendo conto che non posso sopravvivere fino a sera coperta solo con un misero giacchino e quindi mi rassegno al fatto di dover acquistare un poncho da turista, bianco, col cappuccino a punta che mi fa sembrare un membro del Ku Klux Klan e mi fa vergognare come una matta.

Ma tra la broncopolmonite e la figura dell’imbecille opto per la seconda opzione. Ci trasciniamo fino al castello, leggermente rialzato rispetto alla città: è immenso e maestoso, un’opera d’arte d’altri tempi. Per pranzo come al solito stiamo “leggeri”; entriamo di corsa in una trattoria a caso con le pareti verde salvia ma l’interno non è altrettanto allegro perchè sembra di più la sala da pranzo dell’hotel in Shining; la cameriera è gentile e I piatti abbondanti. I prezzi sempre modicissimi (circa 20€). Restauracja Cechowa, ul. Jagiellònska,11

Buona parte del pomeriggio lo trascorriamo in uno studio di tatuaggi: il KULT FEST Tattoo, in centro. Io e Filippo abbiamo deciso di regalarci un piccolo ricordo permanente del viaggio. Lo studio è meraviglioso, accoglie penso una decina di artisti, pulito, molto alla moda e di altissimo livello. Sicuramente consigliato.

Siccome la pioggia non cessa nemmeno un minuto riesco a trascinare I miei fratelli in un centro commerciale presso la stazione Krakòw Glowny per godere di un po’ di tepore e, perchè no, approfittarne per fare un po’ di sano e terapeutico shopping.

In serata camminiamo a sud fino al quartiere ebraico ma ormai è tutto il giorno che galleggiamo in ettolitri d’acqua quindi siamo davvero esausti e i chilometri percorsi non sono pochi. Ci risolleviamo con un hamburger al Burger Corner. Investiamo 17 soldini per tornare fino a casa (4€).

Giovedì 28 –

Ultimo giorno in Polonia. Per lo meno ha smesso di piovere e a tratti il cielo ci regala anche qualche raggio di sole. Voglio dare una seconda possibilità al quartiere ebraico perchè l’abbiamo visto solo celato dietro fioche luci della notte e muri d’acqua. La passeggiata è piacevole, passiamo attraverso l’ex “ghetto”, la piazza principale fino ad oltrepassare il ponte in direzione del Museo di Arte Contemporanea MOCAK.

Suppongo che l’area sia in espansione poichè è un enorme cantiere a cielo aperto il che ci complica un po’ la via. Infatti percorriamo in lungo e in largo la zona finendo inesorabilmente in strade a vicolo cieco. Ma non demordiamo e chiedendo informazioni qua e là finalmente ci siamo!

La visione di un gruppo di giovani di fronte a un edificio lo viviamo come la luce in fondo al tunnel, entriamo, lasciamo zaini e giacche, paghiamo il biglietto (gratuito per i giornalisti) ed entriamo. Non è esattamente ciò che ci aspettiamo.. l’ingresso è colmo di fotografie ante e post Guerra.. proseguiamo ma la solfa non cambia, video di battaglie, guide che parlano di occupazione nazista.. non torna!

Percorriamo le sale sempre più appesantiti dall’atmosfera cupa finchè non capiamo di aver toppato in pieno: siamo nel museo sull’occupazione nazista in Polonia. Uscendo leggiamo un piccolo cartello che indica il museo d’arte, proprio alle spalle dell’ingresso. Ah! Spiego l’imprevisto al ragazzo della biglietteria che ridendo (di noi?) ci offre tre biglietti ridotti, a 1 euro l’uno.

Il museo d’arte è decisamente più vitale, ricco di istallazioni ai limiti della logica con immense sale ricche di musica, colori, fotografie e istallazioni. Mattia recita come un mantra “Questo lo potevo fare anche io”, Filippo mi sembra perennemente esterrefatto, io sono divertita.

Un pranzo “frugale” (lo so, è poco credibile, infatti ci siamo ammazzati di cibo in un fast food) e siamo di nuovo sul trenino in direzione aeroporto. Nemmeno ci accorgiamo del decollo perchè ci addormentiamo come pupi.

Se mi sento di consigliare Cracovia? Assolutamente SI.

Città silenziosa, riservata ma che trasuda storia da ogni angolo. Se avete la possibilità di prendervi tre giorni, comprate un biglietto e volateci, le spese una volta giunti in città saranno davvero modeste. Purtroppo per via del poco tempo non abbiamo potuto visitare la Miniera di Sale che pare sia un’opera naturalistica davvero entusiasmante.. motive in più per tornarci!